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June 18 La Sicilia è solo un'isola
La prima tentazione, dopo aver visto i risultati delle elezioni in Sicilia, è stata di ribadire quello che avevo detto qualche tempo fa: che qualsiasi idiota la destra decida di candidare in Sicilia viene eletto a furor di popolo. Tanto più che, evidentemente, per certi giochi di potere, più è sciocco il candidato più è gradito ai suoi "sponsor". La seconda tentazione è stata quella di dire che sono i siciliani a essere stupidi, d'altra parte come chiamare chi continua a votare per forze politiche che hanno amministrato per sessanta anni nel peggior modo immaginabile, che hanno impoverito l'isola, che hanno rubato le risorse destinate alla Sicilia per abbassare le tasse dei nordisti, che hanno dimostrato incapacità, corruzione, inquinamenti mafiosi? Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, altrimenti mi tagliano le gomme dell'auto La terza tentazione è stata di scrivere che la Sicilia è una terra di schiavi, peggio, una terra di servi, che strisciano ai piedi del padrone di turno in cambio di una fetta di "pani e tumazzu". Servi dei fascisti, degli americani, dei mafiosi, dei democristiani e, oggi, servi di questi nuovi padroni. La quarta tentazione è stata quella di rifugiarmi nelle solite scuse che i siciliani hanno elaborato nei secoli: le dominazioni straniere, la rassegnazione dei vinti, il "cambiare tutto per non cambiare nulla", il pirandellismo d'accatto, l'assenza dello stato, la questione meridionale, il brigantaggio, le politiche antimeridionaliste volute dal nord per tutto il secondo dopoguerra, la Sicilia come deposito e cassaforte elettorale dei governi democristi. La quinta tentazione è stata di non scrivere nulla, di nascondere la testa e di non dire nulla sulla Sicilia, su queste elezioni, sulla stupida soggezione dei siciliani alle mafie, ai politici corrotti, alle politiche assistenzialiste e padronali, alla criminale politica della distribuzione di falsi lavori, false pensioni, falsi corsi di formazione, false invalidità, false cooperative, falsi contratti di formazione e tutta la falsa economia di questa terra June 02 Questa democ-razzia
di Alessandro Di Benedetto C'è qualcosa di stonato nell'attuale democ-razzia italiana. Il paese è in mano a una banda di pregiudicati, mafiosi, razzisti, fascisti, nazisti... e va bene, l'abbiamo detto tante volte che ormai quasi non fa più nemmeno impressione e, se penso a quante altre volte saremo costretti a dirlo, mi prende il magone. In parlamento non c'è opposizione? Anche questo lo sapevamo. Colpa nostra?, forse, ma, visto il livello di incisività della sinistra cosiddetta radicale negli ultimi anni, non credo che la presenza di quel vecchiume incapace di rinnovarsi avrebbe cambiato di molto le cose. Tuttavia, oggi un evento inquietante getta nuove sinistre ombre sull'attuale democ-razzia in questo paese. Alcuni mentecatti (molti mentecatti: è la "prevalenza del cretino", no?) riuniti insieme per celebrare la loro purezza di sangue e di volontà hanno inneggiato a leader sfatti, malati, rincoglioniti. Quel gruppo di mentecatti ha ascoltato queste parole a proposito del loro mito principale, la deformazione "federalista" della Costituzione: «non succeda di nuovo che una riforma approvata dal Parlamento ci venga fregata dal referendum». Se la democrazia fosse una realtà autentica, fosse un sentimento condiviso, fosse un valore irrinunciabile, fosse una parola ancora dotata di un qualche senso, per quanto mentecatti e deficienti, tutti quei leghisti avrebbero dovuto linciare il tizio che si permetteva di negare così spudoratamente il fondamento della democrazia: la consultazione del popolo di fronte a scelte determinanti. Sul "Manifesto" di oggi, Gianni Ferrara osserva che col referendum che bocciò sonoramente il tentativo fascista di stravolgere la Costituzione compiuto dagli attuali boss: «il 25-26 giugno del 2006. Fu attribuito così alla nostra Costituzione un originale primato rispetto a tutte le altre. Quello di essere stata confermata, legittimata una seconda volta, 58 anni dopo la sua entrata in vigore. Il che non riesce ad entrare nella memoria di Berlusconi e di Fini, di Veltroni e di Franceschini». I mentecatti leghisti, coscienti del fatto che gli italiani difenderebbero ancora una volta la Costituzione dai loro stupri pseudofederalisti e autenticamente fasciorazzisti, intendono cambiarla, con l'assenso supino del PD. Senza correre il rischio di consultare qulla "mala bestia" del popolo. Ecco, questa è la democ-razzia all'italiana. Questa è la classe dirigente che ci ritroviamo: il migliore è un utile idiota, il peggiore un criminale patentato, la media è costituita da parassiti ignoranti e leccaculo contenti. Questa è la percezione della Costituzione da parte dei nostri governanti, che, negando l'Europa, vogliono separarsi anche dal sud, rubandone i soldi delle infrastrutture per tagliarsi le tasse e, in più, pretendono di essere pure amati. Un'ondata di marea, violenta e inarrestabile, prima o poi li sommergerà! |
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