Marcella's profilePispisinaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
April 30 L beatitudini - Rino GaetanoBeati sono i santi, i cavalieri e i fanti; beati i vivi, i morti ma soprattutto i risorti Beati sono i ricchi perché hanno il mondo in mano Beati i potenti e i re e beato chi è sovrano Beati i bulli di quartiere perché non sanno ciò che fanno Ed i parlamentari ladri che sicuramente lo sanno Beata è la guerra, chi la fa e chi la decanta Ma più beata ancora è la guerra quando è santa Beati i bambini che sorridono alla mamma, Beati gli stranieri ed i soufflé di panna Beati sono i frati, beate anche le suore Beati i premiati con le medaglie d'oro Beati i professori, beati gli arrivisti , I nobili e i padroni specie se comunisti Beata la frontiera beata la finanza Beata è la fiera ad ogni circostanza Beata la mia prima donna che mi ha preso ancora vergine Beato il sesso libero si ma entro un certo margine Beati i sottosegretari i sottufficiali Beati i sottaceti che ti preparano al cenone Beati i critici e gli esegeti di questa mia canzone April 29 Colpo di Stato (Stefano Rosso)E tra gente che gesticola con le armi e tra i nuovi santi illuminati al neon
sta nascendo un nuovo tipo di ideale quello yankee tipo "fatelo da voi" E tra scioperi d'autonoma estrazione lo studente che si interroga da sè sta covando forse la rivoluzione mentre la signora bene prende il the Colpo di stato ma che colpo se lo stato qui non c'è colpo di stato e qui intanto farà il colpo del caffè L'altra sera ha detto la televisione si rafforzerà la polizia perchè ha confuso infine il capo protezione beh, non vorrei che poi colpissero anche me Mentre tu che spingi poi di aver paura l'ignoranza è nelle cose che non sai e cerca insomma tu di farti una cultura dieci e un libri rilegati e letti mai Colpo di stato ma che colpo se lo stato qui non c'è colpo di stato metti la benzina e il colpo prende a te E c'è chi fa l'estremista per prudenza chi comanda rappresaglie e lui non c'è chi riempie di farina la credenza chi fa guerra blaterando nei caffè Poi c'è chi cercando la rivoluzione ha trovato infine le comodità chi confonde il pranzo con la colazione chi confonde la salute con l'età E da migliaia d'anni non cambia la storia Giulio Cesare, Cavour testa pelata e il copione ormai lo san tutti a memoria e è la solita, non cambia la menata Colpo di stato ma che colpo se lo stato qui non c'è colpo di stato: vai allo stadio? Aspetta, vengo insieme a te! Mi perdonerete la mancanza di fantesia ma questo testo di Stefano Rossi sembra essere attualissimo...e quanti altri testi (purtroppo) lo sono!
"Cambiare tutto per non cambiare niente" April 18 Phantasmata e Coca-Coladi Andrea Trapani
"L'uomo è la misura di tutte le cose", ossia le verità sono tante quante sono gli uomini (in quanto unità di misura è l'uomo è non la verità. Quindi noi non conosciamo l'oggetto, il tavolo della cucina, ad esempio, ma le rappresentazioni, i phantasmata. Questo sapeva Protagora, oltre duemila anni fa: non esiste una verità più vera di un'altra ma esiste una verità migliore.
Ora una verità buona, se si vuole mantenere in vita l'unica sinistra attualmente rappresentativa (Rifondazione), è che abbiamo perso perchè travolti dalla campagna sul voto utile, che la militanza del partito non ha ben digerito il progetto di Bertinotti calato dall'alto (siamo ancora in attesa di un congresso), che il "popolo" (sarebbe più consono i clienti, o i consumatori) è deluso dall'esperienza di governo, etc...Queste sono ottime verità se riferite al soggetto di rappresentanza parlamentare di sinistra. Ma non valgono se si va oltre l'immagine. Verità "migliore" (in quanto si riferisce alle idee della sinistra e non alla sua manifestazione fisica nel partito) è che una certa idea di società non viene recepita dal "popolo". Andando un pò sul sottile è evidente che se a rigor di logica chiunque pensi che alla base della società intesa come comunità politica debba esserci la solidarietà, che l'uomo debba essere il fine dell'uomo (tradotto i soldi sono meno importanti della vita umana), che l'uomo debba determinare il suo destino (umanesimo in senso stretto perchè l'uomo non deve essere determinato da altro che da sè stesso), in realtà non è così. Noi abbiamo già accettato che alla base della società ci sia la cosidetta "competizione" (col risultato che i contratti, così come le estistenze, sono flessibili), che il denaro sia il fine dell'uomo (con la identità denaro=libertà), col risultato che il mercato (libero di autodeterminarsi) è ciò che determina l'uomo. Vivendo all'ombra di questo nuovo dio-mercato libero di autodeterminarsi l'uomo, non libero di autodeterminarsi, si rivogle al noto. Il familiare, come ci ricorda Freud, è il rifugio per eccelenza. Quindi in un clima di instabilità e malessere cosa ci è più familiare dell'immagine. Già Nietzsche vedeva l'uomo del domani come un unico occhio gigante che tutto osserva, smembrato, post-moderno. Così, se ci pensiamo bene, il nostro mondo è fatto di immagini, di rappresentazioni, di phantasmata.E infatti (anche se può sembrare banale) vedere un Veltroni dinamico, "leggero", e una campagna condotta come se quelle fossero canditature per un Grammy mi ha fatto venire voglia di un big mac e di una coca-cola. Una società che guarda alla rappresentazione è una comunità cui non interessa se l'albero che dipingi è rosa mentre nella realtà è verde. La sua attenzione è tutta sul quadro e lo sguardo non vedrà mai l'albero reale. E se lo vede non ci porrà attenzione. Non ricorderà il colore "naturale" dell'albero. Ma il rosa sì. E' tutto qui. La sinistra non sa più farsi capire. Direi di più: non può farsi capire. Perchè il pensiero di sinistra è critico. Guarda in faccia la realtà. Ed è diventato anacronistico. Ma il fatto che l'uomo è figlio del suo tempo non significa che debba essere pure il suo schiavo (come soleva dire Schiller). E allora è da lì che bisogna ripartire. Dal fare distogliere lo sguardo dal rosa artificiale di quell'albero dipinto. Dal guardare la realtà e dal diffondere di nuovo quel sentimento per cui è scontato il fatto che siamo noi a determinare la realtà (e non essa a determinare noi). Con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Con la cultura, con la politica, con l'arte, con la nostra stessa esistenza (che è la testimonianza più vera). Iniziamo da lì. Iniziamo dal 14 giugno alla Maddalena. Iniziamo dalla realtà delle cose. April 17 Anna Politkovskaja, concerto per voce solitariaParte la VII edizione del RIFF - Rome Indipendent Film Festival - che si terrà dal 18 al 24 Aprile presso il Cinema Nuovo Olimpia di Roma. Per la prima serata, alle 16.00 è prevista la proiezione del documentario "Anna Politkovskaja, concerto per voce solitaria" di Tina Femiano e Ferdinando Maddaloni. Per non dimenticare Anna e per far si che tutti possano conoscere questa grande giornalista che ha dedicato la sua vita ad aiutare i più deboli e denunciare la pericolosa e potente macchina statale innescata dallo zar Putin. Coraggiosa e piena di passione, Anna Politkovskaja non merita di essere dimenticata! Vi aspettiamo venerdì 18 Aprile ore 16.00 Cinema Nuovo Olimpia, Via in Lucina 16/g, Roma
Anna Politkovskaja concerto per voce solitaria April 16 L'inusable «Cavaliere» séduit toujours l'ItalieGrazie alla mia adoratissima e incazzatissima Agnese ho potuto notare le lodi che dalla Francia arrivano alla nostra politika. Ero già abituata all'humor dei quotidiani inglesi..ma devo dire che anche i francesi sono simpatici!http://agnesole.spaces.live.com/ LE FIGARO INTERNATIONALLe Figaro non è decisamente un giornale di sinistra...la sua linea editoriale potrebbe essere tranquillamente definita di centro-destra, ed è per questo che ho scelto di pubblicare un'articolo tratto da questo quotidiano nel blog...sarebbe stato facile con l'Intérnational o simili..troppo di parte!!! Chi di voi conosce il Francese e ha un pò di tempo a disposizione...leggete di seguito!!!!! Che bella impressione hanno di noi!!!!!!!!! L'inusable «Cavaliere» séduit toujours l'ItalieThierry Oberlé
15/04/2008 | Mise à jour : 07:05 Chassé du pouvoir en 2006, le chef de file de la droite à la personnalité controversée a réussi son retour.Silvio Berlusconi n'a pas changé. Après une campagne en demi-teinte, le naturel du Cavaliere est revenu au galop dans la dernière ligne droite. Le chef de file de la droite a promis des «tests mentaux aux juges», a traité son adversaire de «communiste» et précisé, pour amuser la galerie, qu'il est «plus grand que Sarkozy et Poutine». Silvio Berlusconi reste, en dépit de son expérience du pouvoir, une personnalité hors norme, excessive et farfelue. Sa défaite aux élections législatives d'avril 2006 aurait pu sonner pour lui l'heure de la retraite. Elle lui a donné le goût de la revanche. Insubmersible, Silvio Berlusconi a survécu aux magistrats, à de piètres résultats économiques, au pilonnage de la gauche et même au ridicule. Il revient aujourd'hui grâce à sa pugnacité mais aussi à la faveur d'une domination sans partage sur la droite. Berlusconi n'a pas de dauphin dans son propre camp. Gianfranco Fini se contente d'un second rôle et Pier Ferdinando Casini fait désormais bande à part à la tête du petit parti centriste, l'UDC. Seul maître à bord, il a compris que, s'il voulait à nouveau gagner, il devait, cette fois, cesser de promettre la lune. Modeste, il prévoit des «mesures impopulaires» pour sortir le pays du marasme. On le dit usé. Son rival, Veltroni, insiste sur son âge, mais son opiniâtreté et son énergie sont intactes. Il séduit toujours les foules qui s'identifient à lui ou les téléspectateurs volatils conquis par ses mots simples. Le milliardaire est combatif comme au premier jour, ce 26 janvier 1994, date de l'entrée en politique du patron de la «Cinque», la télé des paillettes et des divertissements. Le pays vient d'être dévasté par un tremblement de terre judiciaire. L'opération «Mains propres» a emporté sur son passage la Démocratie chrétienne et le Parti socialiste de Bettino Craxi, le protecteur du magnat des médias. Il Cavaliere se présente en dernier rempart contre l'ex-Parti communiste. Son engagement semble sincère, mais il n'est pas dénué d'arrière-pensées. Entré depuis peu dans la ligne de mire des magistrats, il est déterminé à sauver son empire, taillé dans l'immobilier, la grande distribution, les assurances, les médias et l'édition. L'homme aux abois symbolise alors la réussite clinquante de l'Italie du Nord. Celle d'un bâtisseur parti de peu pour devenir la première fortune italienne.
Marketing politique
En mars 1994, l'électorat porte ce novice, dénué de culture politique, à la présidence du Conseil. Des manifestations de rue et le lâchage de son allié de la Ligue du Nord l'obligent à démissionner au bout de six mois. Ce n'est que partie remise. Durant sa traversée du désert, le magnat des médias au sourire carnassier poursuit sa révolution de la communication politique. Ses instituts de sondage et ses agences de marketing prennent le pouls de la société pour répondre aux attentes en ciblant les messages par segments de population. Après avoir durant toute sa carrière vendu des produits, Berlusconi se vend. Et ça marche plutôt bien. Berlusconi revient au pouvoir en 2001 avec une large majorité. Bronzé, souriant, tiré à quatre épingles, il organise des fêtes pour la jet-set dans sa villa de vacances. Berlusconi promet la prospérité économique au plus grand nombre, des baisses d'impôt, du travail, mais la conjoncture est mauvaise. La croissance stagne, les déficits enflent. Les réformes s'enlisent. Soucieux de ses intérêts, il impose une série de lois sur mesure qui l'exonèrent de poursuites judiciaires. Atlantiste, il aligne sa politique étrangère sur celle des États-Unis. Les troupes italiennes participent au fiasco irakien. À l'étranger, ses gaffes passent mal : il traite un député allemand du Parlement européen de kapo de camp nazi et se dit convaincu, au lendemain du 11 Septembre, de la supériorité de la civilisation occidentale.
Politiquement incorrect
Il est d'une exceptionnelle longévité : son mandat s'achève au bout de cinq ans. Un exploit dans l'Italie de l'après-guerre avec un bilan aux antipodes des rêves de départ. Antithèse du politiquement correct, Berlusconi s'engage en 2006 dans une campagne électorale d'une rare violence verbale. L'establishment intellectuel, culturel et industriel se déchaîne contre lui. Il riposte, dénonce la «folie» des magistrats, ses ennemis intimes, peste contre les communistes qui, dans la Chine de Mao, ont «tué leurs enfants pour en faire de l'engrais». Il se pose en victime. Sa cote remonte. Il perd de peu. Deux ans plus tard, il séduit toujours. Le voici à nouveau en vainqueur. Prêt à enfiler les habits de «père de la nation» un peu indigne, un costume qu'il s'est taillé sur mesure April 06 appuntamento per i romani giorno 8..serata per Anna PolitkovskajaSERATA PER ANNA POLITKOVSKAJA
Anna Politkovskaja era una coraggiosa giornalista russa che è stata uccisa nell'ascensore della sua casa di Mosca il 7 ottobre 2006. Era conosciuta in Russia come nel resto del mondo per il suo modo di affrontare le vicende che seguiva, con rigore professionale ma anche con grande passione. Per onorare la sua memoria abbiamo raccolto firme e organizzato convegni. E in questi mesi stiamo insistentemente chiedendo che il Comune di Milano le dedichi un albero per Giardino dei Giusti della città. Roma, in questo senso è più avanti, avendole dedicato una strada lo scorso anno. Intorno alla sua figura è nata anche un'associazione, Annaviva che si occupa della situazione socio-politico-culturale dell'est-Europa e che appoggia le iniziative per la diffusione, lo sviluppo e la tutela della democrazia e dei diritti umani in Russia e nello spazio ex-sovietico. Di Annaviva, della figura della grande giornalista russa e della situazione politica nel Paese di Putin parleremo a Roma in una serata nella quale prima verrà proiettato il cortometraggio-documentario di Ferdinando Maddaloni "Anna Politkovskaja, concerto per voce solitaria" e poi interverrà Andrea Riscassi, inviato della Rai di Milano, autore del volume "Bandiera arancione la trionferà" (Melampo) CI TROVIAMO L'8 APRILE DALLE 20.30 ALLE 22. 30 AL CIRCOLO GIANNI BOSIO VIA SANT'AMBROGIO 4, ROMA "Com'è noto, Putin non partecipa ai dibattiti. La gente sa già quel che deve sapere, dice. È chiaro però che la ragione è un'altra. I dialoghi non gli piacciono, tanto più quando l'argomento gli risulta indigesto (lo provano viaggi all'estero, dove i suoi uomini non sono in grado di tappare tutte le bocche, i giornalisti gli fanno domande scomode e lui, spesso, straparla). Putin è uomo di monologhi in risposta a domande preconfezionate. È questa la strategia di una campagna elettorale che non si può definire tale". Anna Politkovskaja, Diario russo, Adelphi, Milano, 2007. Annaviva è presente sul web all' indirizzo www.annaviva.com |
|
|