Marcella's profilePispisinaPhotosBlogListsMore Tools Help

Pispisina

"..andrò così lontano che il ricordo muoia disperso tra le pietre della strada. Continuerò ad essere lo stesso pellegrino con dentro la pena e fuori il sorriso …" Ernesto Che Guevara
"Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri" (Lev Tolstoj)
Blog e siti vari per conoscere la nostra società, ragionare sulle nostre scelte e agire per migliorare il nostro futuro
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 

Feed

The owner hasn't specified a feed for this module yet.
March 01

La Costituzione stampata sulla carta igienica

di Alessandro Di Benedetto
 

Così, tanto per farmi del male, ho preso in mano la costituzione della repubblica italiana, in particolare quella prima parte che tutti i politici di casa nostra si affannano a definire “intangibile” perché conterrebbe principi di valore assoluto per la nostra società.

Per farmi del male, dicevo, perché ho provato a vedere quali di questi principi siano realmente intatti, oltre che teoricamente intangibili.

Ci vuole poco

La disoccupazione endemica e crescente, la precarietà del lavoro, la delocalizzazione, di fatto svuotano di significato l’articolo 1 e il 4.

Le leggi fatte per privilegiare alcuni a danno di tutti eliminano la parità di tutti di fronte alla legge, rendendo vano l’art. 2

Il deliberato tentativo di distruggere la scuola pubblica rende inapplicato e inapplicabile l’articolo 3.

Il “federalismo” rende ridicolo l’articolo 5.

Il servilismo alla chiesa cattolica fa apparire inutile l’articolo 7 e l’8.

Il taglio dei fondi alla scuola e all’università lascia vuoto l’articolo 9.

Il razzismo promosso forza di governo rende inutili i bei principi dell’art. 10.

Le scelte militariste, atlantiste, filoamericane, guerrafondaie e antiterzomondiste inibiscono il senso rivoluzionario dell’art. 11.

La violenza gratuita della polizia (vedi Genova 2001) è il contrario delle affermazioni di libertà dell’art. 12.

Il torbido comportamento dei servizi segreti al soldo del governo limita le garanzie degli articoli 14 e 15.

Le schedature politiche delle forze dell’ordine , le proibizioni di polizia, la repressione mascherata da antiterrorismo limitano le garanzie degli articoli 16 e 17.

Il fatto stesso di essere governati dalla tessera 1816 fa spargere risate sull’articolo 18.

Il razzismo che vieta la preghiera agli islamici abroga di fatto l’articolo 19 a favore dei padroni cattolici d’Italia.

Le leggi liberticide in preparazione renderanno presto obsoleto l’art. 21 introducendo per la prima volta dopo il 1925 pesanti limitazioni alla libertà di stampa.

La legislazione speciale a favore dei potenti ha privato di senso le garanzie degli articoli 24 e 25.

Per non parlare del caso Abu Omar che è stata una palese violazione dell’art. 26.

L’interpretazione bigotta e cattofascista dell’art.29 lo rende di fatto estraneo alla  costruzione complessiva dei diritti.

E, per non essere troppo lungo, salto all’art. 40, quello del diritto di sciopero, che sta per essere di fatto abrogato dalle leggi fascistissime promulgate con l’acquiescenza dei sindacati.

Basta, mi fermo qui. Prendete in mano la costituzione e fatevi, come me, quattro amare risate. La prossima volta che qualche politicoglione parlerà della intangibilità della prima parte della costituzione saprete che da gente che ha la faccia come il culo non ci si possono aspettare che peti.

February 22

FINALMENTE UN ALBERO PER ANNA POLITKOVSKAJA

Il 19 marzo Milano intitolerà ad Anna Politkovskaja un albero del Giardino dei Giusti di tutto il mondo sulla collina del Monte Stella. Vogliamo ricordare una voce di libertà, una donna che ha scelto il Bene, impegnandosi sempre per la difesa dei diritti umani, che sono universali, e della libertà di stampa". Lo ha annunciato Manfredi Palmeri, presidente del Consiglio comunale e del Comitato dei Garanti dell'Associazione del Giardino dei Giusti, che il 3 febbraio scorso aveva ricevuto dall'Associazione Annaviva l'appello 'Un albero per Anna' con oltre 1.500 firme di cittadini, enti e associazioni per ricordare la giornalista russa uccisa il 7 ottobre 2006.
Questa comunicazione ufficiale del Comune di Milano sancisce la fine di un lungo percorso che l’associazione (che nel logo ha proprio un albero con lunghe radici) ha lanciato nel 2007.
Una decisione questa di Palazzo Marino che segue di un giorno quella del Comune di Brescia che ha annunciato che nella città della Leonessa verrà piantato un albero per Anna nel Parco della Pace. Una  decisione presa dal Sindaco Adriano Paroli e dalla sua giunta, su richiesta avanzata da Annaviva e sostenuta dalla consigliera Laura Castelletti. Una decisione presa anche dopo lo scandaloso “liberi tutti” con cui si è chiuso il processo contro i presunti killer della giornalista russa.
La notizia degli alberi per la Politkovskaja arrivano mentre Annaviva, insieme ai radicali milanesi, torinesi e lecchesi, manifestava in via Dante a Milano. In una maratona oratoria durata quattro ore si sono ricordati tutti i giornalisti uccisi negli ultimi anni in Russia e si è chiesto in particolare che sia fatta giustizia per Antonio Russo, Anna Politkovskaja e Anastasia Baburova, uccisi “perché raccontavano la Russia di Putin” (come recita uno degli striscioni esposti in via Dante).
Annaviva (associazione nata per ricordare la giornalista russa) ringrazia di cuore tutte le persone che hanno firmato l’appello “Un albero per Anna” e quanti in questi mesi e anni hanno sostenuto questa battaglia per la memoria.
Ringrazia Manfredi Palmeri, Adriano Paroli, Gabriele Nissim e Laura Castelletti per quanto fatto. Perché il ricordo della grande giornalista uccisa perché voleva testimoniare quanto vedeva non vada disperso.
Perché possono averle sparato con il silenziatore, ma l’eco delle sue denunce e del suo coraggio risuonerà per sempre.
Perché chi l’ha uccisa, chi ha pagato i killer, chi ha permesso o non impedito l’omicidio, non possa mai dormire “sonni tranquilli”.
Noi,insieme alle migliaia di democratici e dissidenti russi, non glielo permetteremo
 
Comunicato stampa di Annaviva, 21 febbraio 2009
January 16

TGSE - Edizione straordinaria

Dopo sporadiche apparizioni, il Sindaco di Sankt Erzebeth, sembra essere riapparso ieri in primo pomeriggio in Comune per consegnare urgentemente dei documenti che si sono rivelati essere LE SUE DIMISSIONI!
Forse il dipendente distratto dall'orario di chiusura non si è subito reso conto del valore di tale documento (le dimissionidi un Sindaco sono rare quanto una strada senza buche) e ha inconsciamente rinviato ad oggi la triste (?) scoperta.
La cittadinanza tutta è addolorata, gli abitanti privi della loro guida politico-spirituale si aggirano per le strade senza sapere contro chi imprecare.
C'è chi, con le lacrime agli occhi, urla "sei ancora uno di noi", chi sfoglia libri, giornali e riviste per ricordare il caro gesto che simboleggia il "voltare pagina".
E ora tutti si kiedono: che a furia di voltare pagina abbia preso gusto a voltare anche la gabbana?

Da corso Umbertov è tutto, Marcella Militellovich, linea allo studio.


N.B"Ogni riferimento a nomi, cose, persone esistite o esistenti, o afatti realmente accaduti è puramente casuale"

October 04

7 ottobre in memoria di Anna Politkovskaja

ANNAVIVA RICORDA

ANNA POLITKOVSKAJA

A ROMA E MILANO

 

 

 

Sono passati due anni da che Anna è stata uccisa, ma nulla è cambiato a Mosca. La guida del Paese è passato a Medvedev, ma è sempre Putin che comanda. In Cecenia, Ramzan Kadyrov (che la Politkovskaja immaginava processato per crimini contro l'umanità) continua a fare ciò che vuole.
Chi ha sparato ad Anna peraltro è sempre libero. Sia chi ha materialmente premuto il grilletto, sia chi ha pagato gli assassini per metterla a tacere
Noi non l'abbiamo dimenticata e la ricorderemo in questo secondo anniversario con un presidio in piazza a Milano e Roma.

MARTEDI 7 OTTOBRE ALLE ORE 20:30

ROMA, CAMPO DEI FIORI

MILANO, PIAZZA DELLA SCALA

 

VI ASPETTIAMO

 

Annaviva è un’associazione nata per mantenere viva la memoria di Anna Politkovskaja. Ha chiesto – con una petizione popolare - al Comune di Milano di dedicare un albero nel giardino dei giusti alla grande giornalista russa. L’associazione di batte per i diritti umani nell’est Europa. A tal fine ha organizzato manifestazioni contro la repressione dell’opposizione in Bielorussia e contro l’invasione russa in Georgia. Annaviva ha un sito che racconta cosa accade oltre il “muro di Schengen”

 

www.annaviva.com

June 18

La Sicilia è solo un'isola

La prima tentazione, dopo aver visto i risultati delle elezioni in Sicilia, è stata di ribadire quello che avevo detto qualche tempo fa: che qualsiasi idiota la destra decida di candidare in Sicilia viene eletto a furor di popolo. Tanto più che, evidentemente, per certi giochi di potere, più è sciocco il candidato più è gradito ai suoi "sponsor".
Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, altrimenti mi becco una denuncia.

La seconda tentazione è stata quella di dire che sono i siciliani a essere stupidi, d'altra parte come chiamare chi continua a votare per forze politiche che hanno amministrato per sessanta anni nel peggior modo immaginabile, che hanno impoverito l'isola, che hanno rubato le risorse destinate alla Sicilia per abbassare le tasse dei nordisti, che hanno dimostrato incapacità, corruzione, inquinamenti mafiosi?
di Alessandro Di Benedetto

Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, altrimenti mi tagliano le gomme dell'auto

La terza tentazione è stata di scrivere che la Sicilia è una terra di schiavi, peggio, una terra di servi, che strisciano ai piedi del padrone di turno in cambio di una fetta di "pani e tumazzu". Servi dei fascisti, degli americani, dei mafiosi, dei democristiani e, oggi, servi di questi nuovi padroni.
Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, perchè non mi va di sputare in aria e star lì sotto a vedere dove ricade lo sputo.

La quarta tentazione è stata quella di rifugiarmi nelle solite scuse che i siciliani hanno elaborato nei secoli: le dominazioni straniere, la rassegnazione dei vinti, il "cambiare tutto per non cambiare nulla", il pirandellismo d'accatto, l'assenza dello stato, la questione meridionale, il brigantaggio, le politiche antimeridionaliste volute dal nord per tutto il secondo dopoguerra, la Sicilia come deposito e cassaforte elettorale dei governi democristi.
Ero tentato di scriverlo ma non lo scrivo, perchè non mi va di essere così banale.

La quinta tentazione è stata di non scrivere nulla, di nascondere la testa e di non dire nulla sulla Sicilia, su queste elezioni, sulla stupida soggezione dei siciliani alle mafie, ai politici corrotti, alle politiche assistenzialiste e padronali, alla criminale politica della distribuzione di falsi lavori, false pensioni, falsi corsi di formazione, false invalidità, false cooperative, falsi contratti di formazione e tutta la falsa economia di questa terra
E questo lo scrivo, perchè sono siciliano ma un po' mi vergogno.

www.alessandrodibenedetto.it

http://candidocandido.blogspot.com

June 02

Questa democ-razzia

di Alessandro Di Benedetto

C'è qualcosa di stonato nell'attuale democ-razzia italiana. Il paese è in mano a una banda di pregiudicati, mafiosi, razzisti, fascisti, nazisti... e va bene, l'abbiamo detto tante volte che ormai quasi non fa più nemmeno impressione e, se penso a quante altre volte saremo costretti a dirlo, mi prende il magone. In parlamento non c'è opposizione? Anche questo lo sapevamo. Colpa nostra?, forse, ma, visto il livello di incisività della sinistra cosiddetta radicale negli ultimi anni, non credo che la presenza di quel vecchiume incapace di rinnovarsi avrebbe cambiato di molto le cose.

Tuttavia, oggi un evento inquietante getta nuove sinistre ombre sull'attuale democ-razzia in questo paese. Alcuni mentecatti (molti mentecatti: è la "prevalenza del cretino", no?) riuniti insieme per celebrare la loro purezza di sangue e di volontà hanno inneggiato a leader sfatti, malati, rincoglioniti. Quel gruppo di mentecatti ha ascoltato queste parole a proposito del loro mito principale, la deformazione "federalista" della Costituzione: «non succeda di nuovo che una riforma approvata dal Parlamento ci venga fregata dal referendum». Se la democrazia fosse una realtà autentica, fosse un sentimento condiviso, fosse un valore irrinunciabile, fosse una parola ancora dotata di un qualche senso, per quanto mentecatti e deficienti, tutti quei leghisti avrebbero dovuto linciare il tizio che si permetteva di negare così spudoratamente il fondamento della democrazia: la consultazione del popolo di fronte a scelte determinanti. Sul "Manifesto" di oggi, Gianni Ferrara osserva che col referendum che bocciò sonoramente il tentativo fascista di stravolgere la Costituzione compiuto dagli attuali boss: «il 25-26 giugno del 2006. Fu attribuito così alla nostra Costituzione un originale primato rispetto a tutte le altre. Quello di essere stata confermata, legittimata una seconda volta, 58 anni dopo la sua entrata in vigore. Il che non riesce ad entrare nella memoria di Berlusconi e di Fini, di Veltroni e di Franceschini». I mentecatti leghisti, coscienti del fatto che gli italiani difenderebbero ancora una volta la Costituzione dai loro stupri pseudofederalisti e autenticamente fasciorazzisti, intendono cambiarla, con l'assenso supino del PD. Senza correre il rischio di consultare qulla "mala bestia" del popolo.

Ecco, questa è la democ-razzia all'italiana. Questa è la classe dirigente che ci ritroviamo: il migliore è un utile idiota, il peggiore un criminale patentato, la media è costituita da parassiti ignoranti e leccaculo contenti. Questa è la percezione della Costituzione da parte dei nostri governanti, che, negando l'Europa, vogliono separarsi anche dal sud, rubandone i soldi delle infrastrutture per tagliarsi le tasse e, in più, pretendono di essere pure amati.

Un'ondata di marea, violenta e inarrestabile, prima o poi li sommergerà!

http://candidocandido.blogspot.com/

May 29

E' meglio vedere sentire e parlare!!!

Emegliovederesentireeparlare
In questi giorni sto riflettendo molto sul fatto che ora, come mai prima, bisogna fare qualcosa per cambiare l'aridità umanitaria che si stà manifestando nel nostro "Bel Paese"! Ancora non ho ben capito come fare, in che modo arrivare alle coscenze sopite delle persone e come riattivare quella criticità fondamentale per non cadere nella dittatura (ammesso che siamo ancora in tempo). Bisogna provare e possibilmente riuscirci. Badate bene, non sono stata colta da un'improvvisa mania d'onnipotenza....da sola non potrei fare nulla, lo so benissimo...ma insieme, un pò tutti...anzi...il più possibile tutti si. Io ci credo, ci devo credere. Come diceva Berlusca "Rialziamoci" giovani...lo dobbiamo a noi, al nostro futuro, alla nostra libertà umana, ma ancor più intellettuale...l'orgoglio, lo dobbiamo avere si...ma per non farci calpestare i diritti, per non farci trattare come marionette da polituncoli meschini, arroganti e di una bassazza morale spaventosa. L'orgoglio lo dobbiamo avere per distinguere il vero dal falso, il bene dal male, il bello dal brutto, incuranti di quello che ci vogliono far credere. L'orgoglio di dire che ci fanno più paura le ronde che gli immigrati, più schifo i mafiosi degli zingari, più rabbia i fascisti dei romeni. L'orgoglio di essere liberi. L'orgoglio di costruirci un futuro dignitoso, l'orgoglio di poter dire ai nostri figli: "Noi ce l'abbiamo fatta!" e non "Noi siamo stati a guardare senza renderci conto, scusa!" La foto che allego è una rappresentazione delle tre scimmiette...personalizzata, anche perchè non è solo contro la MAFIA ma contro un SISTEMA MAFIOSO. Sarebbe bello se questo gesto lo iniziassero a fare tante persone, a metterci la faccia, a riempire i blog con la loro foto che fa il verso alle scimmiette...sarebbe un modo per unirsi, per farsi sentire e vedere, poi un passo alla volta per costruire un cammino fatto di intenti comuni...di libertà
Agnese
May 27

«I mezzi capaci di riportare la più facile vittoria sulla ragione sono il terrore e la forza» (Adolf Hitler)

Scandalo a "La Sapienza" di Roma, quando una trentina di studenti e altrettanti docenti, "pacificamente" hanno manifestato il loro dissenzo alla presenza del Papa all'innaugurazione dell'a.a. Scandalo!!! Camionette di polizia chiamate per proteggere la città universitaria da una trenitana di studenti muniti di striscioni e megafoni. Scandalo!!!
Adesso invece non ci scandalizziamo più! Viene impedito ad un certo Roberto Fiore (a riguardo, vi invito ad un approfondimento su questo delinquente) di partecipare ad una conferenza sulle "foibe" che si doveva tenere a La Sapienza, poi annullata. Giovani militanti di Forza Nuova decidono allora di attaccare dei manifesti davanti la Facoltà di Lettere e Filosofia. Fin qui tutto democratico. "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" Art. 21 della Costituzione Italiana.
Il problema sorge quando altri studenti anbtifascisti decidono di attacare dei loro manifesti. I giovani di Forza Nuova anzicchè "discutere", avviare un dibattito o continuare l'affissione dei loro manifesti, chiamano a rapporto altri militanti che arrivano con una camionetta armati di spranghe e coltelli pronti a spaccare teste. Il risultato...le corse in ospedale! Non voglio perder tempo a chiedermi il perchè questi fenomeni siano in aumento, il perchè la POLIZIA consenta ancora che si verifichino retate (visto che uno dei ragazzi fermati, un certo Martin Avaro, è già stato attore di varie violenze in giro per Roma,,,) ...do tutta la colpa all'intera società e all'ignoranza dilagante. Ma adesso voglio fare una domanda a color che conosco che si reputano "fascisti", "neo-fascisti", "nazionalsocialisti", ecc... a coloro che simpatizzano per Forza Nuova chiedo: quali sono questi valori di F.N. in cui vi rispecchiate? Quali sono i principi di base? Qual'è la vostra visione dei "diritti" e dei "doveri"? Sono "diritti" solo quelli di cui VOI godete? Sono "doveri" solo quelli degli altri? Che cos'è per voi la violenza? Un'arma da usare a proprio piacere quando non si può usare il cervello? Che cos'è per voi la vita? La vostra? Perchè reputate più importante la vita di un embrione che quella di un uomo? Che cos'è per voi il fascismo? Che cos'è per voi la costituzione? Cos'è per voi la coscienza? Cos'è per voi la libertà?
In attesa delle vostre risposte, vi ricordo un po' la nostra bellissima Costituzione nella speranza che prima o poi andiate a leggerla non per sputarci sopra!
Art. 49.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI, XII
È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
Democraticamente e Pacificamente (non si sa mai mi vengono a pestare!)
Marcella
May 20

invece di lavorare...

Come difendersi da una minoranza che, nonostante gli sforzi delle autorità, rifiuta ogni genere di integrazione?
Gente che sente di dover obbedienza esclusivamente alla legge del clan, all'omertà di gruppo, e non ha mai riconosciuto le convenzioni e le norme della nostra società.
Gente che tra i suoi membri conta un numero di pregiudicati di gran lunga superiore alla media.
Che se la sposti da un quartiere, da una zona della città, subito va ad accamparsi da un'altra parte.
Che approfitta della condizione di cittadino comunitario per godere di tutti i diritti derivanti da quello status, ma evidentemente non è altrettanto disposta a onorare le regole della convivenza, a rispettare gli altri, a soggiacere alle stesse leggi che governano la vita quotidiana di milioni e milioni di lavoratori onesti. Gente che, dovunque vada, suscita inevitabilmente, perfino al di là delle proprie intenzioni, un clima diffuso di paura e di sospetto.
Gente che anche nella diversità dei vestiti, delle acconciature, degli atteggiamenti, non può che alimentare l'insicureza sociale, turbare la vita pacifica dei nostri quartieri, destabilizare quell'ordine che è condizione fondamentale per fare dell'Italia, finalmente, un Paese normale.
Insomma, in breve: che fare dei sempre più frequenti raduni di neonazisti?
 
M. SERRA, L'Amaca, La Repubblica, 17 Maggio 2008
May 04

Sapete dove buttare l'olio della padella dopo una frittura fatta in casa?


Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo, buttiamo l'olio usato nel lavandino della cucina o in qualche altro scarico, vero?
 
Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere. Perchè lo facciamo?...
 
Semplicemente perchè non c'è Nessuno che ci spieghi come farlo in forma adeguata.
Il meglio che possiamo fare è ASPETTARE CHE SI RAFFREDDI e collocare  l'olio usato in alcune di queste bottiglie di plastica, o barattoli di mayonese (meglio se nn la comprate..ma è un mio parere) o marmellate,chiuderli e metterli nella spazzatura.
 
UN LITRO DI OLIO CONTAMINA CIRCA UN MILIONE DI LITRI D'ACQUA, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni.
 
Se tu scegli di inviare questo ai tuoi amici, l'ambiente ti sarà molto riconoscente.
May 02

La locomotiva - F. Guccini

Con questa canzone vorrei omaggiare il primo camicaze-proletario italiano.
Non sono mai stata per la violenza come risoluzione dei problemi nè mai lo sarò, ma l'esempio di ideali è certamente migliore dei modelli che ci impone la società di oggi. L'unica realtà è costituita dall'accettazione di uno stato ingiusto, dall'apatia, dall'inerzia e dall'attesa che l'anima si svuoti dai valori per incapacità di reazione...allora buona lettura e conoscenza di un lavoratore che ha deciso di portare la giustizia col suo treno a vapore....
 
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l'immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli...

Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere:
i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere,
i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
sembrava il treno anch' esso un mito di progresso
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti...

E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano:
ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite..

Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali,
parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali"
e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
la bomba proletaria e illuminava l' aria
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia...

Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione,
un treno di lusso, lontana destinazione:
vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori,
pensava al magro giorno della sua gente attorno,
pensava un treno pieno di signori,
pensava un treno pieno di signori,
pensava un treno pieno di signori...

Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione,
forse una rabbia antica, generazioni senza nome
che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore:
dimenticò pietà, scordò la sua bontà,
la bomba sua la macchina a vapore,
la bomba sua la macchina a vapore,
la bomba sua la macchina a vapore...

E sul binario stava la locomotiva,
la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva,
sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno...

E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo
pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto.
Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
e prima di pensare a quel che stava a fare,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura...

Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta,
nessuno immaginava di andare verso la vendetta,
ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno:
"notizia di emergenza, agite con urgenza,
un pazzo si è lanciato contro al treno,
un pazzo si è lanciato contro al treno,
un pazzo si è lanciato contro al treno..."

Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria:
"Fratello, non temere, che corro al mio dovere!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!"

E intanto corre corre corre sempre più forte
e corre corre corre corre verso la morte
e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice,
aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
della grande consolatrice,
della grande consolatrice,
della grande consolatrice...

La storia ci racconta come finì la corsa
la macchina deviata lungo una linea morta...
con l' ultimo suo grido d' animale la macchina eruttò lapilli e lava,
esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo:
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava...

Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
mentre fa correr via la macchina a vapore
e che ci giunga un giorno ancora la notizia
di una locomotiva, come una cosa viva,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia!
April 30

L beatitudini - Rino Gaetano

Beati sono i santi, i cavalieri e i fanti;
beati i vivi, i morti ma soprattutto i risorti
Beati sono i ricchi perché hanno il mondo in mano
Beati i potenti e i re e beato chi è sovrano
Beati i bulli di quartiere perché non sanno ciò che fanno
Ed i parlamentari ladri che sicuramente lo sanno
Beata è la guerra, chi la fa e chi la decanta
Ma più beata ancora è la guerra quando è santa
Beati i bambini che sorridono alla mamma,
Beati gli stranieri ed i soufflé di panna
Beati sono i frati, beate anche le suore
Beati i premiati con le medaglie d'oro
Beati i professori, beati gli arrivisti ,
I nobili e i padroni specie se comunisti
Beata la frontiera beata la finanza
Beata è la fiera ad ogni circostanza
Beata la mia prima donna che mi ha preso ancora vergine
Beato il sesso libero si ma entro un certo margine
Beati i sottosegretari i sottufficiali
Beati i sottaceti che ti preparano al cenone
Beati i critici e gli esegeti di questa mia canzone
April 29

Colpo di Stato (Stefano Rosso)

E tra gente che gesticola con le armi e tra i nuovi santi illuminati al neon
sta nascendo un nuovo tipo di ideale quello yankee tipo "fatelo da voi"
E tra scioperi d'autonoma estrazione lo studente che si interroga da sè
sta covando forse la rivoluzione mentre la signora bene prende il the

Colpo di stato ma che colpo se lo stato qui non c'è
colpo di stato e qui intanto farà il colpo del caffè

L'altra sera ha detto la televisione si rafforzerà la polizia perchè
ha confuso infine il capo protezione beh, non vorrei che poi colpissero anche me
Mentre tu che spingi poi di aver paura l'ignoranza è nelle cose che non sai
e cerca insomma tu di farti una cultura dieci e un libri rilegati e letti mai

Colpo di stato ma che colpo se lo stato qui non c'è
colpo di stato metti la benzina e il colpo prende a te

E c'è chi fa l'estremista per prudenza chi comanda rappresaglie e lui non c'è
chi riempie di farina la credenza chi fa guerra blaterando nei caffè
Poi c'è chi cercando la rivoluzione ha trovato infine le comodità
chi confonde il pranzo con la colazione chi confonde la salute con l'età
E da migliaia d'anni non cambia la storia Giulio Cesare, Cavour testa pelata
e il copione ormai lo san tutti a memoria e è la solita, non cambia la menata

Colpo di stato ma che colpo se lo stato qui non c'è
colpo di stato:
vai allo stadio? Aspetta, vengo insieme a te!
 
 
Mi perdonerete la mancanza di fantesia ma questo testo di Stefano Rossi sembra essere attualissimo...e quanti altri testi (purtroppo) lo sono!
"Cambiare tutto per non cambiare niente"
April 18

Phantasmata e Coca-Cola

 
di Andrea Trapani
 
"L'uomo è la misura di tutte le cose", ossia le verità sono tante quante sono gli uomini (in quanto unità di misura è l'uomo è non la verità. Quindi noi non conosciamo l'oggetto, il tavolo della cucina, ad esempio, ma le rappresentazioni, i phantasmata. Questo sapeva Protagora, oltre duemila anni fa: non esiste una verità più vera di un'altra ma esiste una verità migliore.
Ora una verità buona, se si vuole mantenere in vita l'unica sinistra attualmente rappresentativa (Rifondazione), è che abbiamo perso perchè travolti dalla campagna sul voto utile, che la militanza del partito non ha ben digerito il progetto di Bertinotti calato dall'alto (siamo ancora in attesa di un congresso), che il "popolo" (sarebbe più consono i clienti, o i consumatori) è deluso dall'esperienza di governo, etc...Queste sono ottime verità se riferite al soggetto di rappresentanza parlamentare di sinistra. Ma non valgono se si va oltre l'immagine.
Verità "migliore" (in quanto si riferisce alle idee della sinistra e non alla sua manifestazione fisica nel partito) è che una certa idea di società non viene recepita dal "popolo". Andando un pò sul sottile è evidente che se a rigor di logica chiunque pensi che alla base della società intesa come comunità politica debba esserci la solidarietà, che l'uomo debba essere il fine dell'uomo (tradotto i soldi sono meno importanti della vita umana), che l'uomo debba determinare il suo destino (umanesimo in senso stretto perchè l'uomo non deve essere determinato da altro che da sè stesso), in realtà non è così.
Noi abbiamo già accettato che alla base della società ci sia la cosidetta "competizione" (col risultato che i contratti, così come le estistenze, sono flessibili), che il denaro sia il fine dell'uomo (con la identità denaro=libertà), col risultato che il mercato (libero di autodeterminarsi) è ciò che determina l'uomo. Vivendo all'ombra di questo nuovo dio-mercato libero di autodeterminarsi l'uomo, non libero di autodeterminarsi, si rivogle al noto. Il familiare, come ci ricorda Freud, è il rifugio per eccelenza. Quindi in un clima di instabilità e malessere cosa ci è più familiare dell'immagine. Già Nietzsche vedeva l'uomo del domani come un unico occhio gigante che tutto osserva, smembrato, post-moderno. Così, se ci pensiamo bene, il nostro mondo è fatto di immagini, di rappresentazioni, di phantasmata.E infatti (anche se può sembrare banale) vedere un Veltroni dinamico, "leggero", e una campagna condotta come se quelle fossero canditature per un Grammy mi ha fatto venire voglia di un big mac e di una coca-cola.
Una società che guarda alla rappresentazione è una comunità cui non interessa se l'albero che dipingi è rosa mentre nella realtà è verde. La sua attenzione è tutta sul quadro e lo sguardo non vedrà mai l'albero reale. E se lo vede non ci porrà attenzione. Non ricorderà il colore "naturale" dell'albero. Ma il rosa sì.
E' tutto qui. La sinistra non sa più farsi capire. Direi di più: non può farsi capire. Perchè il pensiero di sinistra è critico. Guarda in faccia la realtà. Ed è diventato anacronistico.
Ma il fatto che l'uomo è figlio del suo tempo non significa che debba essere pure il suo schiavo (come soleva dire Schiller). E allora è da lì che bisogna ripartire. Dal fare distogliere lo sguardo dal rosa artificiale di quell'albero dipinto. Dal guardare la realtà e dal diffondere di nuovo quel sentimento per cui è scontato il fatto che siamo noi a determinare la realtà (e non essa a determinare noi). Con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Con la cultura, con la politica, con l'arte, con la nostra stessa esistenza (che è la testimonianza più vera).
Iniziamo da lì. Iniziamo dal 14 giugno alla Maddalena. Iniziamo dalla realtà delle cose.
 
April 17

Anna Politkovskaja, concerto per voce solitaria

Parte la VII edizione del RIFF - Rome Indipendent Film Festival - che si terrà dal 18 al 24 Aprile presso il Cinema Nuovo Olimpia di Roma.

Per la prima serata, alle 16.00 è prevista la proiezione del documentario "Anna Politkovskaja, concerto per voce solitaria" di Tina Femiano e Ferdinando Maddaloni.

Per non dimenticare Anna e per far si che tutti possano conoscere questa grande giornalista che ha dedicato la sua vita ad aiutare i più deboli e denunciare la pericolosa e potente macchina statale innescata dallo zar Putin.

Coraggiosa e piena di passione, Anna Politkovskaja non merita di essere dimenticata! Vi aspettiamo

venerdì 18 Aprile ore 16.00

Cinema Nuovo Olimpia,

Via in Lucina 16/g,

Roma

 

Anna Politkovskaja

 concerto per voce solitaria

April 16

L'inusable «Cavaliere» séduit toujours l'Italie

Grazie alla mia adoratissima e incazzatissima Agnese ho potuto notare le lodi che dalla Francia arrivano alla nostra politika. Ero già abituata all'humor dei quotidiani inglesi..ma devo dire che anche i francesi sono simpatici!

http://agnesole.spaces.live.com/

LE FIGARO INTERNATIONAL

Le Figaro non è decisamente un giornale di sinistra...la sua linea editoriale potrebbe essere tranquillamente definita di centro-destra, ed è per questo che ho scelto di pubblicare un'articolo tratto da questo quotidiano nel blog...sarebbe stato facile con l'Intérnational o simili..troppo di parte!!!

Chi di voi conosce il Francese e ha un pò di tempo a disposizione...leggete di seguito!!!!! Che bella impressione hanno di noi!!!!!!!!!

L'inusable «Cavaliere» séduit toujours l'Italie

Thierry Oberlé
15/04/2008 | Mise à jour : 07:05

Chassé du pouvoir en 2006, le chef de file de la droite à la personnalité controversée a réussi son retour.

Silvio Berlusconi n'a pas changé. Après une campagne en demi-teinte, le naturel du Cavaliere est revenu au galop dans la dernière ligne droite. Le chef de file de la droite a promis des «tests mentaux aux juges», a traité son adversaire de «communiste» et précisé, pour amuser la galerie, qu'il est «plus grand que Sarkozy et Poutine». Silvio Berlusconi ­reste, en dépit de son expérience du pouvoir, une personnalité hors norme, excessive et farfelue. Sa défaite aux élections législa­tives d'avril 2006 aurait pu sonner pour lui l'heure de la retraite. Elle lui a donné le goût de la revanche.

Insubmersible, Silvio Berlusconi a survécu aux magistrats, à de piètres résultats économiques, au pilonnage de la gauche et même au ridicule. Il revient aujourd'hui grâce à sa pugnacité mais aussi à la faveur d'une domination sans partage sur la droite. Berlusconi n'a pas de dauphin dans son propre camp. Gianfranco Fini se contente d'un second rôle et Pier Ferdinando Casini fait désormais bande à part à la tête du petit parti centriste, l'UDC.

Seul maître à bord, il a compris que, s'il voulait à nouveau gagner, il devait, cette fois, cesser de promettre la lune. Modeste, il prévoit des «mesures impopulaires» pour sortir le pays du marasme. On le dit usé. Son rival, Veltroni, insiste sur son âge, mais son opiniâtreté et son énergie sont intactes. Il séduit toujours les foules qui s'identifient à lui ou les téléspectateurs volatils conquis par ses mots simples. Le milliardaire est combatif comme au premier jour, ce 26 janvier 1994, date de l'entrée en politique du patron de la «Cinque», la télé des paillettes et des divertissements.

Le pays vient d'être dévasté par un tremblement de terre judiciaire. L'opération «Mains propres» a emporté sur son passage la Démocratie chrétienne et le Parti socialiste de Bettino Craxi, le protecteur du magnat des médias. Il Cavaliere se présente en dernier rempart contre l'ex-Parti communiste. Son engagement semble sincère, mais il n'est pas dénué d'arrière-pensées. Entré depuis peu dans la ligne de mire des magistrats, il est déterminé à sauver son empire, taillé dans l'immobilier, la grande distribution, les assurances, les médias et l'édition. L'homme aux abois symbolise alors la réussite clinquante de l'Italie du Nord. Celle d'un bâtisseur parti de peu pour devenir la première fortune italienne.

Marketing politique

En mars 1994, l'électorat porte ce novice, dénué de culture politique, à la présidence du Conseil. Des manifestations de rue et le lâchage de son allié de la Ligue du Nord l'obligent à démissionner au bout de six mois. Ce n'est que partie remise. Durant sa traversée du désert, le magnat des médias au sourire carnassier poursuit sa révolution de la communication politique. Ses instituts de sondage et ses agences de marketing prennent le pouls de la société pour répondre aux attentes en ciblant les messages par segments de population. Après avoir durant toute sa carrière vendu des produits, Berlusconi se vend. Et ça marche plutôt bien.

Berlusconi revient au pouvoir en 2001 avec une large majorité. Bronzé, souriant, tiré à quatre épingles, il organise des fêtes pour la jet-set dans sa villa de vacances. Berlusconi promet la prospérité économique au plus grand nombre, des baisses d'impôt, du travail, mais la conjoncture est mauvaise. La croissance stagne, les déficits enflent. Les réformes s'enlisent. Soucieux de ses intérêts, il impose une série de lois sur mesure qui l'exonèrent de poursuites judiciaires. Atlantiste, il aligne sa politique étrangère sur celle des États-Unis. Les troupes italiennes participent au fiasco irakien. À l'étranger, ses gaffes passent mal : il traite un député allemand du Parlement européen de kapo de camp nazi et se dit convaincu, au lendemain du 11 Septembre, de la supériorité de la civilisation occidentale.

Politiquement incorrect

Il est d'une exceptionnelle longévité : son mandat s'achève au bout de cinq ans. Un exploit dans l'Italie de l'après-guerre avec un bilan aux antipodes des rêves de départ. Antithèse du politiquement correct, Berlusconi s'engage en 2006 dans une campagne électorale d'une rare violence verbale. L'establishment intellectuel, culturel et industriel se déchaîne contre lui. Il riposte, dénonce la «folie» des magistrats, ses ennemis intimes, peste contre les communistes qui, dans la Chine de Mao, ont «tué leurs enfants pour en faire de l'engrais». Il se pose en victime. Sa cote remonte. Il perd de peu. Deux ans plus tard, il séduit toujours. Le voici à nouveau en vainqueur. Prêt à enfiler les habits de «père de la nation» un peu indigne, un costume qu'il s'est taillé sur mesure

April 06

appuntamento per i romani giorno 8..serata per Anna Politkovskaja

SERATA PER ANNA POLITKOVSKAJA

Anna Politkovskaja era una coraggiosa giornalista russa che è stata uccisa nell'ascensore della sua casa di Mosca il 7 ottobre 2006. Era conosciuta in Russia come nel resto del mondo per il suo modo di affrontare le vicende che seguiva, con rigore professionale ma anche con grande passione.

Per onorare la sua memoria abbiamo raccolto firme e organizzato convegni. E in questi mesi stiamo insistentemente chiedendo che il Comune di Milano le dedichi un albero per Giardino dei Giusti della città.

Roma, in questo senso è più avanti, avendole dedicato una strada lo scorso anno.

Intorno alla sua figura è nata anche un'associazione, Annaviva che si occupa della situazione socio-politico-culturale dell'est-Europa e che appoggia le iniziative per la diffusione, lo sviluppo e la tutela della democrazia e dei diritti umani in Russia e nello spazio ex-sovietico.

Di Annaviva, della figura della grande giornalista russa e della situazione politica nel Paese di Putin parleremo a Roma in una serata nella quale prima verrà proiettato il cortometraggio-documentario di Ferdinando Maddaloni "Anna Politkovskaja, concerto per voce solitaria" e poi interverrà Andrea Riscassi, inviato della Rai di Milano, autore del volume "Bandiera arancione la trionferà" (Melampo)

CI TROVIAMO L'8 APRILE


DALLE 20.30 ALLE 22. 30

AL CIRCOLO GIANNI BOSIO

VIA SANT'AMBROGIO 4, ROMA

"Com'è noto, Putin non partecipa ai dibattiti. La gente sa già quel che deve sapere, dice. È chiaro però che la ragione è un'altra. I dialoghi non gli piacciono, tanto più quando l'argomento gli risulta indigesto (lo provano viaggi all'estero, dove i suoi uomini non sono in grado di tappare tutte le bocche, i giornalisti gli fanno domande scomode e lui, spesso, straparla). Putin è uomo di monologhi in risposta a domande preconfezionate. È questa la strategia di una campagna elettorale che non si può definire tale". Anna Politkovskaja, Diario russo, Adelphi, Milano, 2007.

Annaviva è presente sul web all' indirizzo www.annaviva.com

March 18

Il pontefice massimo...anzi Walter

di Alessandro Di Benedetto

Povero Walter, condannato a essere buono perchè è così che lo vogliamo tutti, uno stereotipo vivente, condannato a non incazzarsi perchè altrimenti va fuori dal personaggio, condannato a invidiare le battute perfide di D'Alema, gli attacchi feroci del Cavaliere, le intemerate giustizialiste di Di Pietro, perfino le cattiverie che escono dalla bocca di vescovi e cardinali...

Eppure nessuno lo paga per essere buono, anzi. In fondo sta tentando l'impresa impossibile di pareggiare col PDL allo scopo di mandare in pensione Berlusconi e proprio per questo, anche se nessuno lo confessa, tutti tifano per lui. Tifano per lui i suoi "alleati" anche se non possono sopportarlo, tifano per lui i partitini che sanno di non poter  sopravvivere a cinque anni di governo Berlusconico ma che con le grandi intese andrebbero a nozze, tifano per lui gli "alleati" di Berlusconi che hanno dovuto bere l'amaro calice del PDL e delle volontà dittatoriali dell'uomo di Arcore ma che brinderebbero a champagne in caso di pareggio, tifa per lui anche la Sinistra Arcobaleno che prima o poi rientrerà dalla finestra del governo solo se il PD vincerà queste o le prossime elezioni.

 E' amato da tutti Veltroni e tutti tifano per lui. Forse tifa per lui anche il suo avversario, che comincia a capire che non conviene tanto vincere e governare il paese in una situazione di crisi economica e di recessione. Ma questa è bolsa dietrologia. Però Walter il suo ruolo lo interpreta bene. Raccoglierà tanti voti, metterà insieme tante speranze, porterà in parlamento tanti parlamentari. Poco importa, poi, se tra questi parlamentari ci saranno anche personaggi discutibili (guardare le liste siciliane per convincersi), sempre meglio che l'altra parte, sempre meglio che perdere troppo, sempre meglio che rimanere prigionieri della "sinistra"

Ha detto basta alla lotta di classe. Così come Berlusconi aveva detto basta al conflitto di interesse. Il Cavaliere ha lasciato gli interessi eliminando solo il conflitto. Walter intende lasciare le classi togliendo solo la lotta. Il che significa che rimarranno poveri e ricchi, precari ed evasori fiscali, e i poveri saranno sempre più poveri e i ricchi saranno sempre più ricchi, ma si vorranno tutti un gran bene...

Lui ha una parte da interpretare: spargere fiducia, ottimismo, senso di unità, tensione mistica verso la meta, capacità di vincere le difficoltà. E lui sorride sempre, di un sorriso talmente ben studiato da sembrare autentico. Sembra quel meraviglioso personaggio interpretato da Antonio Albanese qualche anno fa: "tutto va bene, noi stiamo bene e anche voi state bene, lo sappiamo!" Ma Albanese prendeva per il culo il governo di destra... la nemesi storica, talvolta, è crudele.

Il PD, che mette insieme operai e padroni, abortisti e antiabortisti, liberisti e socialisti, il PD di Veltroni che non è di sinistra, ma nemmeno di destra, ma nemmeno di centro, il PD è un partito moderno, efficiente, che guarda alle cose da fare e non ha tempo da perdere con le vecchie divisioni, con le fruste ideologie. Il PD è il futuro. Sarà per questo che sono così preoccupato?

http://candidocandido.blogspot.com/

March 07

Vita ai Vivi o vita ai non vivi?

Con la chiusura del 1900 sembrava quasi che il nostro pianeta si stesse preparando ad una folle rincorsa verso il "futuro".
Abbiamo visto le potenze occidentali continuare a crescere e abbiamo anche imparato a vedere la sempre più imponente crescita di nuove potenze quali Cina Russia e Giappone. Una crescita che copre molti aspetti della vita di uno Stato e del suo Popolo.
Dimostrazione imbattibile di ciò è la teconologia. Sembra quasi riduttivo dire che la tecnologia guarda al futuro...perkè essa è già futuro.
Non hanno ancora inventato il cellulare che fa il caffè solo perchè i fillandesi non lo bevono.
Nonostante questa folle corsa verso il futuro e nonostante il continuo utilizzo di parole come progresso, sviluppo, adeguamento ai tempi, ecc... in Italia (e solo in Italia ciò può accadere..) c'è un sempre piu ampio gruppo di nostalgici che dice NO!
Ma non dice NO al capitalismo sfrenato; non di NO all'impatto ambientale dei mezzi di trasporto; non dice NO agli esperimenti nucleari: il gruppo di nostalgici dice NO all'indirizzo peccaminoso che la società civile moderna sta prendendo con l'avanzare del tempo.
Allora basta usare la parola progresso perchè a noi NOSTALGICI piace il REGRESSO. Vogliamo tornare indietro di quasi trent'anni;
vogliamo ridare giustizia a tante vittime innocenti, vogliamo estirpare tutto ciò che non è gradito al nostro sommo potere cattolico.
E poco importa se non siamo tutti cattolici; e poco importa se stiamo cercando di scavalcare una legge voluta da italiane e italiani; poco importa se vi saranno conseguenze gravissime: ai nostalgici interessa solo salvarsi l'anima per il paradiso.
Allora cancelliamo la Legge 22 maggio 1978 n. 194, gettiamo acqua santa sul volto di coloro i quali, posseduti da satana, l'hanno voluta.
Se resti incinta e hai 14 anni...pazienza..fai finta che tuo figlio sia il tuo nuovo bambolotto.
 E se ne hai 17 e sognavi di salire lentamente le scale del successo...anche qui pazienza...pure pulendo le scale di casa si ottengono risultati brillanti col nuovo Marstrolindo! Per non parlare della SELEZIONE DEI BAMBINI! Ma vi sembra normale abortire un bambino solo perkè nascerà con handicap fisici e mentali da genitori di circa 60 anni i quali, se tutto va bene, lo lasceranno orfano appena compiuta la maggiore età?!?
Certo che no! Allora stop all'aborto. E' un crimine. E' la distruzione del nostro futuro. NO ALLA 194.
Già che ci siamo, perchè non eliminiamo i consultori? Tanto, a che servono? A dare informazioni "sessuali" agli adolescenti, i quali spaesati potrebbero rischiare di provare il famoso contraccettivo.
Che danno quel coso..da quando è stato inventato, non ha fatto altro che aumentare il numero di peccatori. Preservativo, profilattico, comdon...ma sai quanti spermatozoi vengono uccisi soffocati dentro quella specie di plastica? migliaia e migliaia...una strage di futuri bambini!
NO...meglio eliminare anche i consultori. Direi che non c'è altra soluzione.
Ricapitolando passo dopo passo:
1- fare sesso prima del matrimonio è peccato perchè non c'è la sacra unione della famiglia
2- usare il contraccettivo è peccato doppio:
   a- stai già usando lo strumento sessuale non per procreare ma per piacere personale,
   b- stai uccidendo migliaia di futuri bambini (la maggior parte dei quali sarebbero comunque morti on the road)
3- se rimani incinta fuori dal matrimonio e hai 15 anni hai tre scelte:
   a- partorire, ma il tuo piccolo sarà "il figlio della colpa e tu una Maddalena da pentire" (tanto per citare il caro Pierangelo Bertoli)
   b- abortire ma è strapeccato (vale 5 punti-morti)
   c- suicidarti, ma il "peccato" non te lo leva nessuno
4- fare sesso dopo il matrimonio usando contraccettivi vale mezzo peccato: uccidi spermatozoi ma all'interno della sacra famiglia.
5- se a questo punto pensi alla sessoautonomia...la cosidetta MASTURBAZIONE...allora sei un lussurioso peccatore assassino di spermatozoi!
Comunque vada sei sempre nel peccato!
Allora qual'è la soluzione a tutto?
Naturalmente l'astinenza!
Ma che Italia è quella in cui ognuno non può decidere liberamente della propria vita?
La legge sull'aborto dà libera scelta di praticarlo o meno...mica è stato imposto l'aborto obbligatorio per tutti.
Ad un tratto, nel 2008, vogliono imporre il volere (leggesi POTERE) di un gruppo di nostalgici.
Quando ne parlo con gli inglesi mi guardano come se venissi da una terra di fondamentalisti islamici .
Purtroppo gli italiani hanno dimostrato il loro egoismo a salvarsi l'anima già il 12 e il 13 giugno 2005 non votando ad un referendum molto importante per le famiglie e soprattutto per quanti ripongono la loro vita nelle mani della ricerca scientifica.
 Altro che fondamentalismo islamico...in Italia abbiamo qualcosa di più potente, ricco e pericoloso: il FONDAMENTALISMO CATTOLICO che a causa di una "non legge" uccide ogni giorno quanti  vivono nella speranza di una nuova scoperta contro il cancro, e adesso vuole uccidere quelle donne che non hanno la forza, la voglia o la possibilità di portare avanti una gravidanza e che pur di non cedere sarebbero disposte a ricorrere a metodi illegali, pericolosi o a suicidarsi. 
E sì, per noi nostalgici,"la vita del non vivo" è più importante della "vita del vivo"

AVVISO per gli ANTI-NOSTALGIA:
Sabato 8 marzo alle ore 9.30 a Palermo ci sarà una manifestazione a sostegno della L. 194 a p.zza Croci.
March 05

impariamo l'inglese a scuola dai fascisti

Se state pensando di andare a Londra per un mesetto e magari di frequentare un corso di lingua inlgese, badate bene a non allontanarvi troppo verso il "west London", potreste imbattirvi nella CL  ENGLISH LANGUAGE!
Il college ospita un gran numero di studenti di tutto il mondo (tra cui certamente italiani) i quali pagano la modica cifra di £ 30 per ogni ora.
Una bella somma se si considera la massiccia affluenza a questi college. Ma dalle carte emerge che gli utili dichiarati sono pochi.
Strano se si considera che questa scuola è gestita da un italiano: Roberto Fiore, leader di Forza Nuova.
Nel 1980 subito dopo la strage alla stazione di Bologna, per avitare l'arresto, approda nel Regno Unito. Ma il ventunenne camerata, non si perde d'animo...a Londra ha tanti amici tra cui  Nick Griffin (leader del BRITISH NATIONAL PARTY).
Grazie a questa amicizia Fiore è riuscito a mettere su un buon business ed avviare numerose attività di beneficienza, purtroppo poco apprezzate dalla stampa inglese.
E già...perchè questi buchi neri che ogni tanto appaiono nei conti...puzzano di finanziamento al partito e non solo!
Ci auguriamo che ciò si riveli infondato ma per sicurezza se andate a Londra e non volete finanziare un fascista, anzicchè andare nel west London, andate ad Est!
un baciuzzo
Marcella
 
February 29

Mi dichiaro obiettore di coscienza

di Alessandro Di Benedetto

Sono un insegnante di filosofia e storia nelle scuole superiori pubbliche italiane, insegno da qualche anno in giro per la Sicilia e credo di aver svolto fin qui il mio lavoro con una certa professionalità. Adesso, però, ho deciso che la mia coscienza non mi permette più di continuare a svolgere questo lavoro nel modo in cui l'ho svolto fin qui.

Ho aderito da poco a una setta religiosa che ritiene che la conoscenza della storia sia sommamente dannosa per i giovani. Il fondatore della mia religione, un saggio analfabeta americano che ha eliminato dalla sua vita i libri di storia e il sapone, insegna che la storia, portando a conoscenza degli orrori e degli errori commessi dall'uomo nel passato, spinge i giovani a ripercorrere tali errori, anzi, la conoscenza della storia porta a commettere gli stessi errori in forma peggiorata. Un nuovo Napoleone potrebbe conquistare tutta l'Europa se non attaccasse la Russia, un nuovo Hitler conquisterebbe il mondo imparando dagli errori del predecessore, un nuovo Pol Pot non lascerebbe nessuno vivo, un nuovo Stalin spopolerebbe l'Unione Sovietica prima di morire... insomma la storia è dannosissima, è fonte di male, è qualcosa da cui tenere lontanissimi i giovani. Studiare storia è peccato. Insegnare storia è peccato mortale!

Ho deciso di dichiararmi obiettore di coscienza riguardo alla storia. Se un medico può essere impiegato in un ospedale pubblico e rifiutarsi di praticare aborti (pur essendo un servizio assicurato da una legge dello Stato italiano), un professore potrà rifiutarsi di insegnare una disciplina per insegnare la quale è pagato (nemmeno tanto). Se la chiesa cattolica può invocare il diritto e il dovere dei medici di non fare il lavoro per cui sono pagati, il mio guru puzzone potrà ben invocare il mio diritto a essere pagato come professore di storia senza insegnare storia. E nessuno venga a suggerirmi di cambiare mestiere, di insegnare solo filosofia o di chiedere di fare il bibliotecario. Nessuno chiede a questi medici di fare i portantini. Io voglio continuare a essere pagato come insegnante di storia senza insegnare storia! E' un mio diritto come obiettore di coscienza.

Facciamo una petizione. Gli autisti di pullman contro la guida, gli impiegati statali che obiettano al computer, le spogliarelliste che vogliono lavorare col burka, i meccanici che non vogliono sporcarsi le mani... tutti abbiamo diritto di essere pagati pur obiettando al nostro lavoro... Orsù, diamoci da fare!

http://candidocandido.blogspot.com/

February 26

AAA - OFFERTA DI LAVORO - ragazza alla pari - da Aprile per un minimo di 3 mesi o più...

L'offerta è simile a quella del Servizio Civile, con in più la possibilità di apprendere una nuova lingua e fare un'esperienza in una bellissima città quale è Londra.

Cercasi ragazza dai 18 anni in sù. responsabile, affidabile, affettuosa, in grado di prendersi cura di una bambina di 7 anni buonissima per 5 ore al giorno

420 euro al mese ( 280 sterline )

vitto e alloggio gratis nella stessa famiglia

Si tratta di una famiglia italo-inglese (la mamma è italiana ma vive a Londra da 15 anni). La bambina è perfettamente bilingue.

Si tratta della famiglia in cui ho vissuto in questi mesi e che a breve dovrò lasciare.

Essendomi trovata molto bene sarei felice se a prendere il mio posto fosse una persona conosciuta e affidabile. Inoltre assicuro personalmente l'affidabilità e la serietà di questa famiglia.

Lavorare come ragazza alla pari da la possibilità di vivere l'esperienza londinese non gravando sulle tasche dei genitori e avendo l'appoggio di una famiglia dai saldi valori tipicamenti italiani.

E' inoltre possibile, durante il soggiorno, frequentare corsi di lingua inglese che renderebbero senz'altro ancor più utile questo soggiorno

Per informazioni contattatemi via

e-mail: aidi_17@hotmail.it

cel 00447517209136

Marcella

February 21

I padroni del corpo altrui

di Alessandro Di Benedetto

Non sarà una legge perfetta la legge 194, avrà tanti difetti, sarà pure una legge nata da un compromesso tra esigenze diverse e sarà pure legata a un contesto culturale e scientifico ormai sorpassato, però un merito indubbio questa legge ce l'ha: restituisce alla donna la libertà di scegliere su se stessa, sul proprio corpo, sulla propria genitorialità.

Come andassero le cose prima del '78 lo possiamo vedere da quello che succede in questi giorni. Giuliano Ferrara propone una "moratoria" mondiale dell'aborto (mania di grandezza? no! semplice opportunismo politico), Sandro Bondi propone una revisione della legge, il cardinale Ruini appoggia la proposta, il cardinale Bagnasco benedice i politici che propongono la sostanziale abrogazione della legge... insomma un gruppo di maschi, alcuni dei quali in sottana (ma questo non conta) che pontificano sul corpo delle donne. Certo, in mezzo a tutto questo c'è la Binetti che, senza dubbio, è una donna; tuttavia sapendo cosa pensa l'Opus Dei delle donne e sapendo come il corpo sia considerato oggetto di mortificazioni e punizioni dai membri della massoneria clericale, possiamo intuire che la Binetti pensi più all'anima che al corpo, allo spirito che alla materia e, notoriamente, anima e spirito non hanno sesso.

Insomma, a conti fatti, si sta ritornando verso un'epoca in cui preti, p0litici, filosofi e opinionisti televisivi potranno imporre la propria opinione sul corpo e sulla vita delle donne. Immagino già i prossimi dibattiti: Ruini, Ferrara, Binetti, Santanchè, miss Italia, Socci, Messori, Bagnasco, tutti da Vespa a discutere sul povero embrione e sul suo diritto a vivere... Tanto le donne ricche potranno sempre andare ad abortire in paesi civili come la Spagna e le donne povere... si fottano, così imparano a commettere atti impuri e a farsi ingravidare!

http://candidocandido.blogspot.com/search/label/aborto

February 18

Il regno della dimenticanza

di Andrea Trapani
 
Viviamo in un mondo nuovo. Nuovo perchè ogni aspetto della nostra esistenza, del nostro vivere quotidiano è basato sull'adattarsi, sull'aggiornarsi. I progressi della Scienza e della Tecnica sono diventati frenetici. I sistemi di codifica informatica utilizzati un ventennio fa sono preistoria che quasi nessuno ricorda più. La dimenticanza è la base su cui poggia il progresso nel terzo millennio. Uno studente di informatica raramente leggerà un manuale scritto prima del 2000 e ancora più difficilmente incontrerà qualche testo scritto prima del 1950.
Siamo continuamente bombardati da nuove tecnologie, nuovi prodotti, migliori di quelli che abbiamo usato finora: "cos'è quello? Non sai che è uscito il nuovo? Quello è superato."
La vita quotidiana si semplifica sempre di più ed è naturale aggiornarsi.

Ma la dimenticanza rischia di divenire un fenomeno sociale.

E così la costituzione è roba superata. Propone un modello superato, da aggiornare. Pensate: risale al 1948! Ancora non c'erano nemmeno le minigonne, il rock, il consumo di droghe era molto modesto e i gay non c'erano e se c'erano si nascondevano. Si pensava ancora a uno Stato-padre-padrone. Ora la parola d'ordine è autonomia. Nelle scuole, nelle regioni, nel lavoro, insomma in parole povere quel testo propone una visione dell'esistenza completamente diversa dall'attuale.
Lì il lavoro è un diritto e viene inserito a fondamento dell'intera esistenza della Repubblica.
Qui il lavoro è un'occasione. Non è stabile ma flessibile ed è flessibile perchè non è a fondamento della Repubblica, ma della competitività dell'impresa. Il lavoratore si aggiorna, cambia, si adegua.
Nel mondo della costituzione il lavoro è uno strumento fondamentale sia per il futuro del singolo che della collettività e quindi deve essere statico, un punto fermo.
Nel mondo attuale il lavoro tende ad essere uno strumento per la competitività dell'impresa e della sua proiezione: lo Stato. Lo Stato non è più il padre e i cittadini non sono più i figli. Lo Stato è azienda e i cittadini sono il personale aziendale. Dobbiamo tutti lavorare in sinergia non per noi, ma per essere competitivi nel sistema-mondo. Il lavoro è dinamico, competitivo.
E la dimenticanza che c'entra?
La dimenticanza è la condizione del nuovo uomo. L'identità del nuovo uomo è fondata sulla dimenticanza, è flessibile e per essere tale deve poter relegare nell'oblio ciò che era prima di cambiare.
Dimenticanza e competizione sono due facce della stessa medaglia, una medaglia che si chiama mondo occidentale. E così il mondo che è stato (ma anche l'Italia che è stata) è passato, superato. E non c'è memoria di lui finchè il sangue non lo riporta sotto gli occhi. L'operaio è morto, ma gli operai morti ci ricordano che non è così.
Si pensa al sistema paese come lo si faceva nell'ottocento: uno Stato-macchina in cui l'unico problema sia la corrispondenza dei diversi pezzi. Non più lo Stato-organismo, in cui le diverse identità sono a fondamento dell'organismo stesso.
La lotta di classe è acqua passata. La classe stessa è acqua passata.
Ma il mondo cambia a seconda degli occhi che lo guardano.
Siamo di fronte a dei profondi cambiamenti che ci mettono di fronte a una scelta: determinare la direzione del cambiamento o tentare (inutilmente) di fermare il cambiamento.
Si sente da più parti la necessità di una ridefinizione dell'impostazione statale.
Sta a noi decidere se iniziare dalla schizofrenia della dimenticanza o rinnovarsi partendo dalle solide basi che ci vengono tramandate dai padri costituenti.
Come Horkheimer e Adorno hanno identificato nel nazionalsocialismo il "normale" epilogo della dittatura della ragione iniziata con l'illuminismo, non mi pare azzardato vedere nella società occidentale contemporanea la naturale conseguenza dell'isterico progresso tecnologico.
 
February 10

La politica che vogliamo

La situazione italiana ed internazionale negli ultimi mesi non fa che peggiorare. Ciascuno di noi in Italia sta cercando di proporre e alternative culturali, politiche, economiche, di produzione, di partecipazione e di promozione dei diritti per tutti/e mentre il sistema politico italiano – al pari di quello di molti altri paesi- prosegue su una vecchia strada autoreferenziale e separata dalla società.Ci sentiamo lontani da quelle scelte politiche che in questi anni hanno reso ancora più evidenti le logiche militariste e di guerra, le privatizzazioni dei beni comuni, la discriminazione e l’intolleranza verso immigrati e stranieri, la precarizzazione del lavoro. Il nostro Paese vive un declino politico economico, sociale e culturale che è frutto della palese incapacità delle classi dirigenti in ogni campo della società (la politica, l’economia, la cultura e i media) di dare risposte innovative, e centrate sul principio della solidarietà, della responsabilità, della cultura civile, alle sfide ed emergenze che viviamo. Tutto ciò che di nuovo e di solido emerge nasce da una creatività e progettualità condivisa tra i movimenti, le mille forme della protesta e della proposta, e singole persone responsabili che pure nelle istituzioni riusciamo a raggiungere, ma con crescente fatica.A livello internazionale i rischi di guerra, a partire dall’Iran, e le conseguenze di un potere economico neoliberista fallimentare, ma pur sempre dominante, che alimenta povertà e diseguaglianze e concentrazione di potere in poche mani, stanno mettendo a rischio quelle esperienze e speranze di cambiamento che si sono fatte carico delle nuove e sistemiche emergenze ambientali e sociali, ma anche di disinnescare i prossimi conflitti e la corsa al riarmo, mosse con forza dalla società civile internazionale negli ultimi anni e che hanno generato, per la prima volta dopo decenni, nuove dinamiche politiche in alcune regioni del Sud del pianeta.Dobbiamo lavorare tutti insieme, a partire dalle persone, i piccoli gruppi, reti, comitati, iniziative locali, unire le forze subito e darci un “programma minimo” assicurando centralità alle mobilitazioni locali per i beni comuni e contro le grandi opere, la devastazione del territorio, le basi militari, nello spirito del movimento di Genova, e rilanciare le nuove forme della democrazia partecipata e deliberativa e – contro ogni collateralismo o cooptazione subalterna nelle istituzioni - la proposta di una autonoma identità politica delle soggettività sociali e dei movimenti.Non c’è bisogno di una nuova organizzazione o di un coordinamento intergruppi, ma - rispettosi dell'autonomia e dell'indipendenza delle nostre esperienze e di ciascuno – crediamo che sia cruciale cercare legami comuni per andare oltre il frammento, e costruire tra di noi modalità nuove di relazione e di rete che ci diano più forza nella nostra pressione verso le istituzioni ed il sistema politico del paese.Rivendichiamo la nostra autonoma soggettività politica come persone ed organizzazioni che si vogliono impegnare per il cambiamento. Fuori dai partiti e fuori dal sistema della rappresentanza –che rappresentano comunque aspetti determinanti della formazione della volontà politica generale- si sono diffuse in questi anni forme nuove di politica dal basso che hanno dato vita a sedi e spazi di democrazia partecipata: chiediamo pari dignità tra le diverse forme della politica impegnate nella costruzione del bene comune e dell’interesse generale. Sappiamo bene anche che la politica non è altro che lo specchio della società: ed è per questo che ci sentiamo anche parimenti impegnati verso una trasformazione sociale, economica, dei comportamenti quotidiani, capace di ricostruire una politica nuova, come servizio e gratuità, come adempimento dei doveri di solidarietà e del bene comune.Perciò vogliamo proporre l’avvio di un processo condiviso per costruire uno spazio comune dove praticare e proporre forme autentiche di democrazia, aperto a quelle organizzazioni, campagne, movimenti, ed associazioni della società civile italiana che noi crediamo siano pronte per condividere azioni e strumenti di mobilitazione ed iniziative sui temi che insieme decideremo come prioritari.

P.sPer segnalarci il vostro interesse a partecipare a questo percorso inviate una mail a: agirepolitico@gmail.com
Vi chiediamo di diffonderlo, metterlo sui siti e farlo circolare sulle mail list delle reti, movimenti, associazioni, riviste con cui siete in contatto, per attivare un tam tam dal basso che faccia arrivare la proposta.
Assieme alle realtà che condividono questa riflessione sceglieremo un giorno e un luogo per incontrarci .

 
Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo (Voltaire)
Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
Francescowrote:
sta cicia... ma nn puoi parlare di Federico Moccia, di Uomini e donne, di Barby, di Riccardo Scamarcio, di Laura Pausisi, di io e te tre metri sopra il cielo, di Brad Pit, degli amiketti, delle amikette, di ki ti sta sul cazzo e di ki porti nel cuore, come fatto tutte le ragazze della tua età?
June 11
Agnesewrote:
Marchy..ecco un ultimo, disperato..tentativo di risveglio delle coscienze prima delle elezioni!!!!!! Vai sil mio blog...e respira profondamente mentre leggi!!!! BACIOOOOOOOOOOOO
Apr. 12
Stefanowrote:
Le persone disposte a camminare in un percorso di verità e di onestà si contano sulla punta delle dita in un'esistenza; per questo sono molto contento di poter dire di conoscerti :)
Feb. 11
Agnesewrote:

"...Il genere umano ha uno strano destino, va a cercare il futuro dove non c'è, negli astri, negli oroscopi e nelle cose più curiose. Il nostro futuro, il nostro destino invece sono i ragazzi...e, vedendo oggi questi ragazzi dentro quest'aula, penso a quello che sarà il domani. Se noi vogliamo un domani migliore dobbiamo fare in modo che ci sia la possibilità per tutti questi ragazzi di esprimere le loro potenzialità; questo è il concetto di diritto. ...i ragazzi non potranno mai essere come gli adulti. Un proverbio inglese dice che un bruco non è una farfalla...dare spazio a quelli che sono i bisogni, le necessità dei ragazzi...significa modificare il modo di progettare e di vivere la città...l'accoglimento di questi diritti permette di pensare alle politiche buone: quelle che si esprimono nel lungo periodo. E credo che un'altra lezione che oggi ci è stata data da questi ragazzi è che...il mondo è uno, e se noi oggi chiediamo i diritti per i ragazzi dobbiamo chiederli per i ragazzi di tutto il mondo, e il primo diritto è quello di vivere, perchè oggi non è la malattia che produce la morte, ma è la fame, che non è una malattia bensì una condizione sociale. Allora ripensare a questo vuol dire mettere in crisi tutti quelli che sono i nostri schemi mentali significa rimettere in crisi il sistema produttivo, significa rimettere in crisi la distribuzione delle ricchezze, dell' acqua, del grano e così via...noi dobbiamo ringraziare questi ragazzi che sono la nostra coscienza e il nostro futuro. Credo che una grande scrittrice, Elsa Morante, quando scrisse molti anni fà "Il mondo salvato dai bambini", che è un libro bellissimo, forse intendeva proprio questo...

CLAUDIO PORTO

03.06.2005 Insediamento del Parlamento Unicef Prov. L'Aquila

Feb. 2
Se questo è un uomo - P. Levi
 
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
 
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna:
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d' inverno.
 
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
 
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.          
Jan. 28
Agnesewrote:
Sorella mia, mi spieghi bene questa cosa dei blogger che stai facendo giù???? Perchè non ho capito molto cosa stai combinando....presumo grandi cose, ma fammi avere più dettagli!!! Rispondimi per mail....per ora ti mando un bacione
Jan. 6
Agnesewrote:
Ohi!!!!!!!!!! Marcellina!!!!!!!! E' da ieri che cerco contatti telematici con te ma non ci riesco...fatti viva!!!! Non mi far spaventare...sennò sguinsaglio l'ispettore Bloch di Scottland Yard e ti faccio venire a cercare (se non leggi Dylan Dog non puoi capire...) bacio
Dec. 4
Agnesewrote:
Marchy........tanti tanti auguroni di buon compleanno!!!!!!!! Ti voglio troppo bene!!!!!!!! bacio
Nov. 26
Agnesewrote:
Sorellina!!!!!!!!!!!!!!! Domani mi arriva la macchina!!!!!!!!!!!!!! Io Felice!!!!!!!!!!!!!!! :-D Tu come stai??
Nov. 21
Agnesewrote:
Cara mia,ho letto,ho letto...e io che volevo incentivare l'ingresso al 36° piano fantasma dell'Empire!!! Voi siciliani non sapete proprio cogliere le GRANDI OCCASIONI come quella del ponte...simbolo del progresso e soprattuttamente dell'unione della Sicilia all'Italia continentale!!! Per non pensare ai TANTI posti di lavoro che non ci saranno più...Poi se per questo miracolo dell'ingegneria si fosse perso qualche parcuccio protetto POCO MALE..che minchia ve ne dovete fare di due alberelli e quattro animali??? TERùN!!!
Nov. 16
Photo 1 of 9